Musei Capitolini

menu facilité

saut à:
contenu. recherche, section. langues, menu. utilité, menu. principal, menu. chemin, menu. bas page, menu.

Date du publication: 04/07/2016

Dal 1 luglio 2016 al 15 ottobre 2016 ingresso gratuito ai donatori di sangue e ad un loro accompagnatore nei Musei civici, esibendo la relativa attestazione di donazione

Date du publication: 11/05/2016

La     Sala degli Orazi e Curiazi dei Musei Capitolini sarà oggetto di un importante intervento di restauro che riguarderà, in particolare, la fascia superiore delle pareti interne dove si trovano gli affreschi di Giuseppe Cesari, detto il Cavalier d’Arpino, e il soffitto ligneo della fine del XIX secolo, che ha sostituito quello originario del XVI secolo. L’apertura del cantiere ha avuto luogo il 9 maggio con la consegna della Sala alla ditta aggiudicataria della gara di appalto dei lavori. Sarà un restauro “open”: anche per questo cantiere, infatti, la Sovrintendenza Capitolina ha previsto un passaggio all’interno della sala che darà ai visitatori l’opportunità di vedere i lavori in corso d’opera. 

Gli interventi di ripristino si sono resi necessari per gli evidenti segni di degrado del ciclo pittorico causati da infiltrazioni d’acqua dovute alle precipitazioni atmosferiche, che hanno formato ampie gore con efflorescenze saline e sbiancamenti, perdita di colore e decoesione degli intonaci nella parte alta delle scene.  

La Sovrintendenza Capitolina, nel dicembre del 2014, ha individuato in questo restauro un obiettivo prioritario e ha  accolto la proposta di Mr. Alisher Usmanov di destinare la somma di € 300.000 come atto di mecenatismo a favore di questo progetto, un impegno formalizzato da apposita convenzione.

Saranno effettuati innanzitutto gli interventi conservativi delle zone vistosamente danneggiate dell’intero fregio, per poi procedere alla rimozione delle polveri dalle pareti dell’intera sala. Questo consentirà di monitorare lo stato di conservazione complessivo delle superfici a cui seguiranno ulteriori interventi che si rendessero necessari.

Il soffitto a cassettonato ligneo, come rilevato dalle indagini diagnostiche, mostra lesioni dovute anch’esse alle precipitazioni atmosferiche, che hanno causato evidenti macchie e cedimenti di alcune parti della struttura decorativa.

Nella parte interna del cassettonato si sono allentati alcuni tiranti e sono state rilevate zone  localmente e diffusamente degradate in seguito all’attacco di insetti xilofagi.

L’intervento prevede il completamento delle indagini diagnostiche, il consolidamento della struttura lignea con eliminazione dell’umidità e il restauro di tutte le parti componenti il cassettonato. I tempi di realizzazione dei lavori sono stimati in circa sei mesi. 

La Sala degli Orazi e Curiazi

La Sala degli Orazi e Curiazi è collocata nel piano nobile del Palazzo dei Conservatori dove “l’Appartamento” costituisce il complesso delle sale di rappresentanza dell'antica magistratura civica.

Destinata in origine alle udienze del Consiglio Pubblico, la Sala è decorata da un ciclo di affreschi affidato nel 1595 a Giuseppe Cesari, detto il Cavalier d'Arpino (1568-1640), esponente di spicco del manierismo romano. La conclusione dei lavori era prevista per il Giubileo del 1600, ma nel 1613 erano compiute solo le prime tre scene. Dopo una interruzione di oltre vent'anni i lavori terminarono nel 1640.

Il ciclo degli affreschi illustra alcuni noti episodi della storia delle origini di narrati da Tito  Livio e resi come una serie di arazzi divisi da festoni di frutta e fiori, trofei d'armi e vasi. L’affresco che dà il nome alla Sala raffigura il combattimento tra gli Orazi e i Curiazi, episodio della guerra di Roma contro la vicina città di Albalonga, che si concluse con un duello tra i tre fratelli Orazi, vittoriosi, che rappresentavano Roma e i tre Curiazi per Albalonga.

Nei lati corti della Sala vi sono due magnifiche statue onorarie di Papi: l'una, in marmo, scolpita da Gian Lorenzo Bernini tra il 1635 e il 1640, raffigura Urbano VIII Barberini (1623-1644); l'altra, realizzata in bronzo tra il 1645 e il 1650 in onore di Innocenzo X Pamphilj (1644-1655), è opera dello scultore bolognese Alessandro Algardi.

de nouveau au menu facilité.